8 ottobre 2009

Antonio Galeone Maresciallo CC -Comandante di Stazione


Il maresciallo dei Carabinieri Antonio Galeone, 57 anni,
gran parte dei quali trascorsi da servitore dello Stato,
ha per sempre preso congedo.
Ieri mattina all’alba, per la prima e ultima volta nella sua vita,
il più amato e discusso comandante dell’Arma
che abbia mai messo piede entro i confini della provincia brindisina,
si è arreso all’unico male che nel corso della sua esistenza
sia riuscito a tenergli testa.
Un cancro che prima del tempo gli ha strappato di dosso la divisa
portata da sempre come una seconda pelle,
e che prima del tempo lo ha allontanato
dall’affetto della sua famiglia.
Da sua moglie Concetta,
donna forte e risoluta,
all’altezza dell’uomo che il destino le ha messo accanto,
e dal figlio Domenico,
che dal padre ha ereditato l’amore per quella stessa divisa.
Il tumore che anni fa gli era già costato un rene,
e che più volte il militare aveva combattuto
e vinto in numerose alre battaglie,
ha senza preavviso colpito il midollo spinale,
rendendogli impossibile anche il solo stare in piedi,
ritto sulla schiena.
Ha ceduto le armi,
e lasciato un vuoto nel cuore di chi ha lavorato al suo fianco,
di chi lo ha conosciuto,
di chi lo ha amato,
che solo il ricordo e gli insegnamenti unici dati,
riuscirà parzialmente a colmare.
Perché il corpulento e baffuto maresciallo,
di tracce al suo passaggio ne ha sempre lasciate.
Orme che chi gli ha camminato un passo indietro,
ha seguito nel tentativo di emularlo,
di diventare una leggenda,
così come lui è sempre stato.
Perché Antonio Galeone,
tarantino di nascita,
carabiniere d’adozione,
ha sempre avuto un qualcosa in più;
un carisma, un modo di rapportarsi col cittadino e i criminali,
che gli ha dipinto attorno un’aura quasi mitica.
Lo ha fatto in terra di Brindisi,
ma ancora prima più giù,
in Calabria,
dove ha mosso i suoi primi passi,
e stretto le prime manette.
Le prime di una lunga serie.
Nel corso della sua carriera,
ha sempre sostenuto di aver arrestato più di 4mila persone.
Una cifra astronomica,
all’apparenza inventata,
e invece corrispondente al vero.
Perché più d’una volta il maresciallo Galeone è stato insignito
a Roma di riconoscimenti per l’enorme mole di operazioni svolte,
e perfino quale miglior comandante di stazione d’Italia.
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Amo la spontaneità e mi affido all'intuizione.

I risultati migliori infatti li ottenevo quando fotografo all'insaputa del soggetto, e la foto è pura espressività.

Infine, penso alla fotografia come ad un'arte che matura e si evolve attraverso la passione, l'impegno e a una continua ricerca.

La fotografia è anche, un dettaglio della Vita, poter rivivere con serenità i ricordi di un momento particolare.

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