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Brindisi
Cerimonia Commemorativa giornata della memoria
'Strage di Nassiriya e dei marinai scomparsi in mare'
12 novembre 2009

| Strage di Nassiriya |
| Luogo | Nassiriya, Iraq |
| Obiettivo | Militari italiani |
| Data | 12 novembre 2003 10:40 (ora irachena) |
| Tipologia | attentato suicida |
| Morti | 28 |
| Compiuto da | Militanti di Al Qaeda |
Il 12 novembre 2003 avviene il primo grave attentato di Nassiriya. Alle ore 10:40 ora locale (UTC +03:00), le 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando l'esplosione del deposito munizioni della base e la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il tentativo del Carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'ingresso della base "Maestrale", di fermare con il fucile AR 70/90 in dotazione i due attentatori suicidi riesce, tant'è che il camion non esplode all'interno della caserma ma sul cancello di entrata, altrimenti la strage sarebbe stata di ben più ampie dimensioni. I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell'esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell'esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.
Le persone coinvolte
L'attentato provoca 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni. Gli italiani sono:
- i carabinieri
- Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
- Giovanni Cavallaro, sottotenente
Il Presidente
Carlo Azeglio Ciampi in visita ad Aureliano Amadei, uno dei feriti della troupe del regista Stefano Rolla
- Giuseppe Coletta, brigadiere
- Andrea Filippa, appuntato
- Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
- Daniele Ghione, maresciallo capo
- Horatio Majorana, appuntato
- Ivan Ghitti, brigadiere
- Domenico Intravaia, vice brigadiere
- Filippo Merlino, sottotenente
- Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d'Oro di Benemerito della cultura e dell'arte
- Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante
- i militari dell'esercito
- Massimo Ficuciello, capitano
- Silvio Olla, maresciallo capo
- Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
- Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
- Pietro Petrucci, caporal maggiore
- i civili
- Marco Beci, cooperatore internazionale
- Stefano Rolla, regista
Inoltre l'attentato provoca circa 140 feriti.
Il Presidente Ciampi rende omaggio alle vittime al Vittoriano
I caduti delle Forze Armate Italiane appartenevano al 13 Reggimento Carabinieri di Gorizia ed al 7º Reggimento Carabinieri "Trentino-Alto Adige" di Laives al Reggimento San Marco, alla Brigata Folgore, al Reggimento Trieste, al Reggimento Savoia, al Reggimento Trasimeno , . Sono morti anche alcuni appartenenti alla Brigata Sassari che stavano scortando la troupe cinematografica di Stefano Rolla e 3 militari del 6° Reggimento Trasporti della Brigata Logistica di Proiezione, che stavano scortando il cooperatore internazionale Marco Beci.
Un momento dei funerali di Stato dei caduti a Nassiriya, 18 novembre 2003
La camera ardente per tutti gli italiani morti venne allestita nel Sacrario delle Bandiere del Vittoriano, dove fu oggetto di un lungo pellegrinaggio di cittadini. I funerali di Stato si svolsero il 18 novembre 2003 nella basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma, officiati dal cardinale Camillo Ruini, alla presenza delle più alte autorità dello Stato, e con vasta (circa 50.000 persone) e commossa partecipazione popolare;[1] le salme giunsero nella basilica scortati da 40 corazzieri a cavallo. Per quel giorno fu proclamato il lutto nazionale.
Il Comando dell'Italian Joint Task Force (IJTF) si trovava a Tallil, a 7 chilometri da Nassiriya, vicino al Comando USA. Il Reggimento carabinieri MSU era diviso su due postazioni: la base "Maestrale", dove è avvenuto l'attentato, al centro di Nassiriya e durante il regime di Saddam Hussein era sede della Camera di Commercio. L'altra sede era la Base "Libeccio" o "Animal house", distante poche centinaia di metri dalla prima, e gravemente danneggiata anch'essa dall'esplosione. Era infatti intendimento dei Carabinieri, contrariamente alla scelta dell'Esercito di stabilirsi lontano per avere una maggiore cornice di sicurezza, posizionarsi nell'abitato per un maggior contatto con la popolazione. Due mesi dopo l'attentato, il Reggimento CC lasciò definitivamente anche la Base "Libeccio", trasferendosi alla base di "Camp Mittica" nell'ex aeroporto di Tallil, a 7 km da Nassiriya.
Onorificenze ed intitolazioni
I morti ed i feriti dell'attentato sono stati insigniti della Croce d'Onore con una cerimonia tenutasi il 12 novembre 2005 presieduta dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Alle vittime dell'attentato, inoltre, sono state intitolate numerose vie, piazze e monumenti un po' in tutta Italia tra le quali:
Toponomastica commemorativa
- Alcamo (Trapani), piazza cittadina
- Anzio (Roma), piazzale
- Arona (Novara), lungo lago
- Arzignano (Vicenza), via cittadina
- Avola (Siracusa), scuola cittadina al Brigadiere Giuseppe Coletta
- Mojo Alcantara (Messina), piazza cittadina
- Bari, viale
- Benevento, via cittadina
- Biancavilla (Catania), piazzetta lungo viale dei Fiori
- Bologna, piazza
- Bolsena, piazza
- Borgonovo Val Tidone (Piacenza), via cittadina
- Budrio (BO), 6° reggimento trasporti: monumento e viale
- Calvello (Potenza), piazza intitolata al Sottotenente Filippo Merlino
- Cantù (Como), parcheggio dell'ospedale intitolato ai "Caduti di Nassiriya"
- Caronno Varesino (Varese), nuova via del paese
- Carpenedolo (Brescia), via cittadina
- Castel San Giorgio (salerno), piazza
- Castelbaldo (Padova), via cittadina intitolata ai Caduti di Nasiriyah,targa commemorativa caduti in Iraq
- Castrofilippo (Agrigento), monumento
- Colleferro (Roma), piazza
- Floridia (Siracusa), piazzale intitolato ai Caduti di Nassiriya
- Gagliano del Capo (LE), via "Caduti di Nassiryia"
- Gorla Minore (Provincia di Varese), Parco intitolato ai Caduti di Nassiriya
- Grumo Nevano (Napoli), Parco
- Latina, piazzale antistante il comando provinciale dei carabineri
- Lamezia Terme (Catanzaro), via cittadina
- Manerba del Garda (Brescia), lapide
- Massarosa (Lucca), parco comunale
- Massafra (Taranto), piazza
- Matino (Lecce), monumento dirimpetto alla locale stazione dei Carabinieri
- Messina, piazza
- Mestre (Venezia), piazzetta in località Carpenedo.
- Minturno (Latina), piazzale sul Lungomare di Scauri
- Mombercelli (Asti), viale
- Monteleone di Spoleto (Perugia), monumento
- Nicosia (EN), piazza "Vittime di Nassiriya"
- Norcia (Perugia), lapide e via cittadina
- Novara, viale e monumento ai caduti, viale intitolato a Massimo Ficuciello
- Novi Ligure (Alessandria), via cittadina
- Orzinuovi (Brescia), piazzale
- Paternò (Catania), piazza
- Palagianello (Provincia di Taranto), Monumento "Ala della Memoria" ai caduti di Nassiriiya
- Pedivigliano (Cosenza), campo di calcetto in località Pittarella
- Peschiera Borromeo (Milano), via
- Poggio Renatico (Provincia di Ferrara), via
- Pomarico (Matera), monumento
- Pontedera (Pisa), piazza
- Ragusa (Ragusa), piazza "Caduti di Nassiriya" dove ha la sede la Caserma dei Carabinieri
- Rimini, viale Caduti di Nassiriya, una delle vie più grandi della città
- Rodi Garganico (Foggia), piazzetta
- Sant'Antonino di Susa (Torino), via cittadina
- Sommariva del Bosco (Cuneo), via "Caduti di Nassiriya"
- Soncino (Cremona), piazza
- Taranto via cittadina "caduti di nassiriya"
- Tollo (Chieti), piazza
- Torre del Greco (Napoli) piazza "Caduti di Nassirya"
- Tortona (Alessandria), piazzetta e monumento
- Tresana (Massa Carrara), piazza intitolata al Sottotenente Enzo Fregosi
- Trieste, piazza e lapide
- Vailate (Cremona), via
- Volla (Napoli), via
- Loreto (Ancona), via
Gli scontri del 6 aprile 2004 a Nassiriya
Ciampi in visita ad Armando Mirra, uno dei bersaglieri feriti
A Nassiriya, pochi mesi dopo l'attentato del 12 novembre 2003, il 6 aprile 2004, si ebbe uno scontro tra le truppe italiane e l'Esercito del Mahdi.
I militari italiani furono impegnati nella città in uno scontro della durata di 18 ore attorno a due ponti che permettono il passaggio del fiume, nel quale furono feriti lievemente undici bersaglieri; le perdite irachene furono di una quindicina di morti, tra cui sembra una donna e due bambini, e oltre 35 feriti.
| Attentato di Nassiriya del 27 aprile 2006 (secondo attentato contro I Carabinieri) |
| Luogo | Nassiriya, Iraq |
| Obiettivo | Carabinieri italiani |
| Data | 27 aprile 2006 8:50 (ora irachena) |
| Tipologia | IEDD |
| Morti | 5 |
| Compiuto da | Militanti dell'Esercito Islamico in Iraq |
La mattina del 27 aprile 2006 un convoglio formato da quattro mezzi dei Carabinieri di MSU partì dalla base di Camp Mittica per raggiungere l'ufficio provinciale di Polizia irachena per il consueto servizio e il coordinamento dei pattugliamenti congiunti (Provincial joint operation center) come già avevano fatto molte altre volte. Alle 8:50 ora locale (le 6:50 in Italia) il secondo veicolo della colonna passa sopra all'ordigno posto nel centro della carreggiata. All'interno del mezzo, che ospita anche un ufficiale dell'esercito italiano in qualità di ufficiale di collegamento (VM90P), si sprigiona una fiammata che causa la morte istantanea per shock termico di tre dei cinque militari presenti a bordo. La sfortuna in questo caso è fondamentale: la carica cava dell'ordigno colpisce il sottoscocca della ruota sinistra del mezzo, punto più debole della struttura e soprattutto non angolato, per cui penetra nel mezzo con una altissima temperatura trasformandone l'interno in un forno. Il maresciallo aiutante Carlo de Trizio ed il Maresciallo Aiutante Franco Lattanzio muoiono poco dopo, prima di riuscire a raggiungere l'ospedale. Il 7 maggio muore anche il maresciallo aiutante Enrico Frassanito rientrato a Verona, dopo le prime cure ricevute a Kuwait city; era rimasto gravemente ustionato nell'attentato.
Le persone coinvolte Sono deceduti in seguito all'attentato:
- Nicola Ciardelli, maggiore dell'esercito, paracadutista della Brigata Folgore
- Carlo De Trizio, maresciallo aiutante dei carabinieri
- Enrico Frassanito, maresciallo aiutante dei carabinieri
- Bodgan Hancu, caporale della polizia militare rumena
- Franco Lattanzio, maresciallo aiutante dei carabinieri
Un momento dei funerali di Stato dei militari Ciardelli, Lattanzio e De Trizio.
All'interno della cappella all'ospedale militare del Celio, a Roma, è stata allestita la camera ardente per i militari Ciadelli, De Trizio e Lattanzio.
Il 2 maggio, giornata di lutto nazionale, si sono svolti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri i funerali di Stato officiati da Monsignore Angelo Bagnasco, ordinario militare per l'Italia. Erano presenti il Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e le più alte autorità politiche e militari.
Durante il funerale privato del Maggiore Ciardelli (il giorno 3 maggio alle ore 11), nella chiesa di San Nicola a Pisa, si sono svolti anche i battesimi del figlio Niccolò e del nipote Matteo.
Attentato del 5 giugno 2006
Funerali di Alessandro Pibiri
Il 5 giugno 2006, nell'anniversario dell'Arma dei Carabinieri, avviene un altro attentato ai militari italiani in missione in Iraq. Alle 21:35 ora locale un ordigno, probabilmente comandato a distanza, è stato fatto scoppiare al passaggio di un mezzo blindato. L'esplosione è avvenuta a circa 100km a nord di Nassiriya. Il veicolo era in testa ad un convoglio diretto a Tallil; i primi soccorsi sono arrivati proprio da medici che appartenevano al convoglio.
Nell'attentato è rimasto ucciso
- caporal maggiore Alessandro Pibiri
mentre altre quattro persone sono rimaste ferite, uno in maniera grave, ma si sono tutti ristabiliti. I militari colpiti appartenevano alla brigata Sassari.
Il dibattito politico
Dopo ogni attentato si è levato inevitabile il dibattito politico sull'eventualità di ritirare le truppe dal teatro bellico iracheno. Le forze politiche sono essenzialmente divise tra il mantenimento finanziario del contingente in Iraq (Casa delle Libertà) e il ritiro (Unione). Sotto il governo Prodi si è avuto il ritiro delle truppe di stanza in Iraq per l'operazione Antica Babilonia, in verità già previsto negli ultimi mesi del Governo Berlusconi.
"Le complesse attività logistiche, iniziate il 23 settembre 2006, che consentirono il rientro in Patria di personale, mezzi e materiali continuarono fino al 30 novembre 2006. Il 1° dicembre 2006, alla presenza del Ministro della Difesa e del Capo di Stato Maggiore della Difesa, si svolgeva la Cerimonia dell'ammainabandiera che concludeva l'impegno italiano ad An Nassiriyah." (dal sito del Ministero della Difesa).
Una serie di inchieste giornalistiche e di interrogazioni parlamentari hanno confermato la presenza nella regione di Nassiriya di importanti giacimenti petroliferi, utilizzati da società italiane. Secondo un'inchiesta di Rainews del 2005, ripresa poi dai quotidiani nazionali, la regione ospita un giacimento da 2.5-3 miliardi di barili al giorno, un affare stimato in circa 300 miliardi di dollari.
Il dato era contenuto in uno studio commissionato dal Ministero delle Attività Produttive sei mesi prima della guerra in Iraq e tenuto segreto al Parlamento italiano. La trasmissione ha dato luogo a delle interrogazioni parlamentari .
L'Italia aveva firmato un memorandum di intesa con Saddam Hussein, seguito da un Product Sharing Agreement, che affidava i pozzi petroliferi della regione in concessione a soggetti italiani.
Proteste per il mancato conferimento della medaglia d'oro al valor militare
I congiunti dei militari italiani caduti in servizio a Nassiriya, protestarono in varie occasioni per il mancato conferimento della medaglia d'oro al valor militare. Durante elezioni politiche del 2006, dopo il conferimento di tale onorificenza (anche se al valor civile) a Fabrizio Quattrocchi, la protesta venne ripresa e sostenuta da esponenti politici e giornalisti, alcuni dei quali colsero l'occasione per contestare l'assegnazione della medaglia a Quattrocchi.
Maria Cimino, madre del caporal maggiore capo scelto dell'Esercito Emanuele Ferraro, inviò una pubblica protesta al presidente Ciampi per lamentare la disparità di trattamento tenuta nei confronti di Fabrizio Quattrocchi rispetto ai caduti di Nassiriya. Analoga protesta giunse dal figlio del brigadiere dei Carabinieri Domenico Intravaia («Non capisco perché ai nostri caduti a Nassiriya venga ancora negata la medaglia d'oro al valor militare») e dalla sig.ra Paola Cohen Gialli, vedova del maresciallo dei Carabinieri Enzo Fregosi, entrambi caduti nel citato ttentato di Nassiriya. La sig.ra Gialli dichiarò: «Sono incredula e amareggiata. Non ho nulla contro Quattrocchi, anzi. Ma noi stiamo conducendo questa battaglia da due anni e mezzo senza ottenere risposte. Mi sento presa in giro. A noi non interessa il lato finanziario della vicenda perché non vogliamo la medaglia d'oro per ottenere il vitalizio, ma per avere un riconoscimento perenne a chi è morto mentre serviva il proprio Paese e contribuiva a far rinascere la democrazia in Iraq. Ai nostri carabinieri non è stato dato niente e a Quattrocchi la medaglia d'oro. È un'assurdità».
I congiunti dei militari caduti a Nassirya hanno giudicato «insufficiente e artificiosa» l'attribuzione della Croce d'Onore, una decorazione istituita per l'occasione. Sostegno alle recriminazioni dei familiari dei caduti di Nassiriya è giunta anche da Rosa Villecco, vedova di Nicola Calipari e deputato dei democratici di sinistra, che in un'intervista televisiva a Mario Adinolfi, riguardo a Quattrocchi dichiarò che «[si è] trovato in Iraq per problemi di disoccupazione qui in Italia e non è la stessa cosa di chi era li a servire lo Stato, ecco perché il rammarico dei parenti delle vittime di Nassiriya è comprensibile».
Nel merito, si rammenta che le onorificenze al valor Militare e Civile vengono assegnate, secondo la legislazione italiana, quale riconoscimento degli «atti di insigne o eccezionale coraggio».
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